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adda danza 2008


martedì 13 maggio, ore 11.30
Spazio Oberdan viale Vittorio Veneto 2, Milano conferenza stampa di presentazione
ADDA DANZA 2008 http://www.milanoltre.org/addadanza/
13° festival nazionale e internazionale di danza

Trezzo sull’Adda – Centrale Idroelettrica Taccani
dal 23 maggio all’8 giugno

Adda Danza torna all’interno della Centrale Idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda, gioiello liberty fresco di restauro. Il palcoscenico del festival accende i suoi riflettori tra il 23 maggio e all’8 giugno su alcune delle più significative esperienze coreutiche italiane, spaziando dal balletto moderno al teatro danza, senza tralasciare la grande coreografia internazionale. Organizzata dall’Associazione Milano Oltre e promossa dalla Provincia di Milano, Regione Lombardia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal polo culturale “Adda e dintorni”, Adda Danza è un piccolo prodigio divenuto da tredici anni immancabile appuntamento per gli appassionati di danza di Milano e provincia.

Indice degli spettacoli:
ADDA DANZA 2003
Pinocchio. Burattino senza fili
Mpr 2020
Les 24 préludes de Chopin – Le cri du monde
Le ultime cose
Hallo Kitty! giapponeserie in tre quadri, un inizio e una fine
Buffers. Interactive Solos
Hip-Hoppins
Mekech Mouchkin. Y’a pas de problème: Douar – Récréation
S.P.E.S. Sentimentalismi Per Esperti Sentimentali
Pluma y Plomo. Spettacolo di musica e danza flamenca
Crossing
Tango y Valses

Milano Aprile Danza

 


“Milano Aprile Danza”: questo il claim della campagna di comunicazione e promozione che il Settore Spettacolo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano ha realizzato nell’ambito della nuova campagna di informazione per presentare l’offerta in città.Dopo la campagna “Milano per lo Spettacolo” dedicata alla musica, al cinema, al teatro e al teatro per i piccoli spettatori ora l’attenzione è per la danza. Il nuovo canale per informare i cittadini in merito agli spettacoli di danza, balletto, performance e teatrodanza che animano cartelloni, sale, luoghi inconsueti della città. 

Milano Aprile Danza apre così lo sguardo su un articolato palinsesto di appuntamenti dedicati all’arte coreutica: un mese di spettacoli, eventi, occasioni, creazioni offerte da teatri, rassegne, festival, 30 giorni che hanno come étoile il movimento.In cartellone 28 spettacoli che spaziano dal balletto classico a quello contemporaneo, passando dalla tradizione al presente, dal musical al teatrodanza fino all’arte performativa.Sono 27 i coreografi in campo, dei quali 10 stranieri in arrivo da Stati Uniti, Francia, Russia e Colombia, a sottolineare ancora una volta l’internazionalità di quest’arte e l’attenzione del Comune di Milano alla promozione di una danza senza confini territoriali e culturali. Le “alzate di sipario” saranno 67, ovvero le repliche complessive per 14 luoghi di spettacolo: dal Teatro alla Scala alla Palazzina Liberty, cui si aggiungono gli spazi urbani coinvolti da Danae e dalle Giornate della Danza.

Il Comune di Milano rinnova così la sua attenzione verso quest’arte anche sostenendo ben 12 festival e rassegne che nel corso dell’anno, grazie alla loro diversità e complementarietà, testimoniano le molteplici visioni e i diversi stili delle arti performative e coreutiche: Milanoltre, Uovo, Danae, Exister e la programmazione dell’Arcimboldi. Il rinnovato interesse per il mondo della danza culminerà con  “Le Giornate della Danza”, che dal 27 al 29 aprile vedranno impegnati performer e danzatori in spazi del centro della città, tram metropolitani e musei civici. Gran finale, il 29 aprile, al Teatro dell’Arcimboldi, con Jean-Claude Gallotta nello spettacolo “Des gens qui dansent”.
Per restare in tema non può mancare uno sguardo proprio al calendario Primavera 2008 al Teatro degli Arcimboldi, dove tra aprile e giugno si susseguiranno sette grandi appuntamenti con la danza:

  • il 3 e il 4  aprile – CARMEN
  • il 5 e 6 aprile – CEDAR LAKE CONTEMPORARY BALLET
  • il 12 e 13 aprile – ASPEN SANTA FE BALLET
  • il 6 e il 7 maggio – ORPHEUS
  • il 22 e il 23 maggio – KIBBUTZ CONTEMPORARY DANCE COMPANY
  • il 27 e il 28 maggio – COMPLEXIONS
  • il 10 e l’11 giugno - DIAVOLO DANCE THEATER

Si parte quindi con la prima milanese di Carmen della Companyia de Dansa Metros, spettacolo che coniuga  flamenco e modern dance, la musica di Bizet e le composizioni  di Martirio sullo sfondo di una “teatralità” che ha conquistato l’Europa. Il sipario si alzerà poi sul Cedar Lake Contemporary Ballet, straordinaria compagnia americana, nota per il tratto incantatorio, raffinato, aggressivo. Dj sulla scena insieme a Bach, Beethoven e alle note del passato e del presente della musica ebraica scandiranno il tempo delle tre intensissime coreografie di Ohad Naharin, Crystal Pite e Jo Stromgren. A seguire una novità assoluta per l’Italia, Aspen Santa Fe Ballet, originalissima compagnia di danza americana, tesa ad una ricerca sul movimento e sulle estreme possibilità espressive del corpo in un perfetto equilibrio tra potenza e grazia, tradizione e modernità. Quindi la Compagnia L’Ensemble presenterà Orpheus, la nuova creazione di Micha Van Hoecke, dedicata a Maurice Béjart. Il grande coreografo rivisita la favola che è “il canto ammaliante, la parola che affascina e persuade, la sfida al sommo tabù”. Sempre a maggio sarà in scena Ekodoom- Non è il tempo, siamo noi, in prima milanese il nuovo spettacolo di  Kibbutz Contemporary Dance Company, fra le più acclamate compagnie di danza moderna sulla scena internazionale in uno spettacolo di grande creatività e di eccezionale impatto teatrale. Ancora luci puntate sugli eccentrici danzatori di Complexions. Contemporanea, appassionata, aggressiva, ironica, ecco la danza che rappresenta la fusione di stili e linguaggi ispirati ai ritmi e alle tendenze più attuali, l’interazione e la commistione di diverse forme d’arte. A chiudere la rassegna tutti a caccia dei sogni con ilDreamcatcher di Diavolo Dance Theater, compagnia capace di combinare street dance parigina, cinema hollywoodiano ed estetica coreografica dei Filobus. Un mix di atletismo e arte funambolica, physical dance e movimenti quotidiani, virtuosismo e spettacolarità.
Per informazioni: tel. 02.641142212/214

QUI TUTTI GLI SPETTACOLI

 

Moses Pendleton e i Momix

arte del movimento: la danza come il pattinaggio
scorci di cultura di skatingidea, oggi: Moses Pendleton e i Momix

www.momix.com  > calendario spettacoli in italia
video youtube


Appassionato sciatore, vince il campionato mondiale di fondo nello stato del Vermont (1967). Si laurea poi in letteratura inglese al Darmouth College (1971) e da vita, con Jonatahan Walken, al Pilobolus Dance Theatre. In seguito al successo della inedita formula di danza acrobatica del gruppo, vince il Berlin Critics Prize (1975) e debutta a Broadway, presentato da Pierre Cardin (1977). Intanto, mentre continua a esibirsi con il Pilobolus, firma in proprio la coreografia per l’ Integrale Eric Satie all’Opéra di Parigi (1979) e il suo notissimo `a solo’ al ralenti, vestito di bianco, con occhiali neri e bastoncino, dal titolo Momix , ideato per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Lake Placid. Nasce da qui la sua nuova compagnia, chiamata appunto Momix (1980), per la quale crea numerosi titoli a partire da un’intuizione, da un oggetto o da un dettaglio, che diventano occasioni di giocosi virtuosismi ginnici e di invenzioni fantasiose, sfruttando le potenzialità dinamiche del corpo. Tra le sue coreografie, al di fuori dell’attività con Pilobolus e Momix, ci sono anche il remake di Relâche per il Joffrey Ballet (1980), Pulcinella di Stravinskij per il Ballet de Nancy (1985), Platée di Rameu per il festival di Spoleto negli Stati Uniti (1987), il remake di Les mariés de la Tour Eiffel di Cocteau a New York (1988). Coreografo per l’opera ( Kovancina alla Scala di Milano, regia di Y. Lyubimov, 1982; Carmen , regia di L. Wertmüller, Monaco di Baviera), per il video ( Quadri di un’esposizione , Decca), per il cinema ( The Go Between di Joseph Losey, 1970; Batdance per il cantante-ballerino Prince nel film Batman ), per la televisione (“Moses Pendleton presents Moses Pendleton”, “Abc”, 1982 e “Too Late for Goodbyes” di Julian Lennon, regia di S. Peckinpah, 1984), si dedica anche alla fotografia, sia per fissare nuove idee di movimento sia come espressione artistica pura. Alla base della straordinaria fortuna che il pubblico internazionale tributa alla danza allegra e surreale dei Momix ci sono indubbiamente il suo talento e la sua inventiva, uniti a un grande senso del ritmo teatrale e a un sicuro istinto registico. Sa, quindi, scegliere la via della semplicità per arrivare in modo diretto e immediatamente comprensibile a qualsiasi spettatore. La continuità della sua carriera e l’influsso che ha esercitato su altre personalità, come Daniel Ezralow, e su altri gruppi, come i Movers, testimoniano che si tratta della più acuta testa pensante nel campo dell’intrattenimento intelligente, che associa la libertà di ricerca della danza moderna e la spettacolarità del varietà e del teatro leggero.


La leggerezza dell’essere secondo Moses Pendleton di Antonella Fiori
“Entro così nell’Ottava fase: mentre ascolto la musica che mi interessa per il nuovo show, vado in bicicletta con i pantaloncini da ciclista, le ginocchiere, il berretto alla rovescia e gli auricolari. E pedalo per un’ora mentre il sole tramonta. Al termine, dopo una seconda doccia, corro al terzo piano e mi godo, per un momento, un bicchiere di buon Chianti”. Moses Pendleton, creatore dei Momix, racconta così l’ultima parte della sua giornata. La fase dopo, infatti, è extra fase, ed è a questo punto che inizia la narrazione, la conversazione-confessione dell’artista americano cinquantenne con Elisabetta Sgarbi, editor Bompiani e curatrice della collana Panta (Bompiani) e ora di questo “Salto di gravità”, in uscita dalle edizioni Olivares (p.162, lire 20.000), libro-intervista-ritratto fuori da tutti i binari consueti, per il suo essere diretto a un pubblico non necessariamente di addetti ai lavori della danza e del teatro, campi in cui Pendleton, prima con Pilobolus e poi con i Momix è stato negli ultimi trent’anni un innovatore assoluto.
Biografia e carriera, infatti, sono lasciate volutamente in secondo piano. Quello che conta, di Moses, sono i pensieri: pensieri come aforismi: “E’ molto forte in noi l’impulso ad alzarci e andare via, di vibrare, volare e danzare nell’aria. Oggi c’è un pensiero pesante”. Elisabetta Sgarbi punta quindi tutto sulla riflessione per “stanze della coscienza”, shining, fleshback (nel senso di ritorno alla carne), ma anche piccoli paraventi e contrasti per tentare di restituire con la parola, attraverso passaggi attraverso la casa, le radici, la famiglia – ma senza raccontare nel dettaglio, accennando talvolta – un percorso, una storia.
Ecco quindi Moses che registra tutto quello che accade con il suo registratore e per cui la casa è l’atterraggio che lo libera dall’attività della giornata appena trascorsa, Moses che coltiva i girasoli e cura se stesso con l’attenzione di un monaco, questo Moses è molto più interessante del Moses che fa la coreografia del Parsifal di Wagner , lavora con Prince, Peter Gabriel, si esibisce in Australia o all’Opera di Parigi. La de-contestualizzazione – parentesi dalla cronologia – come se il senso della vita dell’artista fosse un paesaggio da restaurare e riscoprire in continuazione sposta l’attenzione su dettagli – le statue in giardino, i girasoli – osservati e analizzati in modo particolareggiato.
Alla casa vittoriana studio-laboratorio scoperta per caso nel ’78 nel Vermont, una casa di ventidue stanze e otto bagni, sono dedicati interi capitoli. “Un appartamento a New York ci costringerebbe a essere più razionali, efficienti, ci costringerebbe a tirare su tutto il nostro passato, pigiarlo nelle borse, stiparlo nei bauli e abbandonarlo in uno stanzino. Qui invece non ci sono confini, barriere. I libri non sono sugli scaffali ma per terra, aperti. Qui tutto è libero, ogni cosa vive, respira e si muove.
E’ interessante vedere come il suo corpo fluttua nella casa, dentro il suo corpo, nelle sue viscere”.Nel raccontare le radici di questo ragazzo nato nel Vermont, che ha avuto un padre “elephant man” sfigurato giovanissimo dal fuoco e che si è suicidato quando lui aveva dodici anni (nel libro troviamo le foto della madre e del padre prima e dopo l’incidente) la Sgarbi arriva a Pilobulus, il suo primo lavoro, uno spettacolo di body sculpture, dove i ballerini combinavano assieme i loro corpi in un rapporto con la carne che era quello di scolpirla direttamente, come la pietra. “Era un balletto ironico in un certo senso prendevamo in giro la danza, era come fare disegni animati con il nostro corpo…eravamo influenzati da Walt Disney e dalle tecniche del muto”.
Un inizio di carriera segnato dal rapporto con Frank Zappa. E’ un agente a notare i Pilobolus, e a decidere che quella roba davvero strana può essere l’ apertura a un concerto dei “Mothers of Invention” di Zappa. Da lì in poi, i primi contatti con la Sexual Freedom League di San Francisco, gli Hare Krishna, i figli dei fiori, l’amore libero, fino agli spettacoli su testi di Antonin Artaud. In questa parte del libro il racconto è aiutato dalle foto bellissime tratte dagli spettacoli dove si fondono la famiglia (la figlia e la moglie danzano con lui) e il lavoro…

Che cos’è la mente? Chiede la Sgarbi chiusa la parentesi storica. “La mente è un altro muscolo. Il cervello è un muscolo che devi esercitare, come le gambe. Io faccio funzionare la mia mente per quanto posso. E non penso che sia una cosa eccezionale, non c’è assolutamente intelligenza in questo. Cammino, passeggio per ore e non appena comincio a usare il mio corpo la mia mente diventa più libera”. Che cos’è il corpo, se la mente è un muscolo? Pendleton, risponde che per lui il corpo è una scenografia, un’architettura. Un’architettura da tenere in piedi con un equilibrio tra velocità e meditazione… E qui le cose si complicano. Come è possibile conciliare il buddhismo e l’atletismo di chi deve essere in grado di ripetere lo stesso movimento all’infinito, fino all’esaurimento, come fanno – esempio di Pendleton – persone come Michael Jordan o Alberto Tomba? “Più riesci a vincere il senso di gravità meno paure hai. Puoi volteggiare da una frase all’altra e volare in una nuova idea completamente slegata da quella precedente, senza paura” dice Moses. Per il quale non dimentichiamolo, la giornata, e quindi la vita, è scandita in fasi che sono “piccole barriere” per non correre il rischio di essere risucchiati da un’unica occupazione. Un modo, un altro modo, di essere liberi. E restare, nonostante tutto, leggeri…

arte del movimento: la danza come il pattinaggio

arte del movimento: la danza come il pattinaggio
scorci di cultura di skatingidea, oggi:

Ismael Ivo direttore della Biennale Danza di Venezia

Ismael Ivo è nato a San Paolo del Brasile, dove ha studiato danza e recitazione vincendo il premio come miglior danzatore solista nel 1979, 1981 e 1982; ma sono New York e Berlino i palcoscenici della sua carriera. Alvin Ailey lo invita a New York nell’83, dove diventa membro della sua compagnia (Alvin Ailey Dance Center). Poi arriverà in Europa, fermandosi a Berlino dall’85 al ‘96, dove collabora con il grande coreografo di teatrodanza tedesco Johann Kresnik e con Ushhio Amagatsu, l’artista giapponese dei Sankai Juku: esperienze diverse che si fondono con le sue radici afro-brasiliane.
Conosciuto in tutto il mondo, Ismael Ivo è stato artista ospite e solista in numerosi spettacoli: con Kresnik ha lavorato in “Phoenix” (1985), “Mars”, “Francis Bacon” (considerato un successo del teatrodanza nel 1994, “Othello” (1995). “Labyrintos”, la sua prima coreografia d’ensemble, ha vinto il premio al Theaterhaus Stuttgart nel 1993. Nel 1994 lavora con George Tabori ­ scrittore sceneggiatore e regista di fama internazionale – all’opera “Moses und Aron” di Schoenberg.Per più di 15 anni è stato direttore artistico dell’International Tanzwochen Festival di Vienna. Nella stagione 1996/97 è stato invece direttore del settore danza e teatro del Deutsches Nationaltheater di Weimar (“The Brief History of Hell” e “Artaud”, nel 1997, “Kuss im Rinnstein” e “Michelangelo” nel 1998). Nel 1999 ha inaugurato Weimar capitale europea della cultura con “Mephisto”. Sempre lo stesso anno ha coreografato e diretto “Medea-Material” tratto dal testo di Heiner Müller, che combinava attori e danzatori; una serata di soli al femminile, “Ariadne”, e un pezzo per ensemble ispirato a tre brevi racconti di Gabriel Garcia Marquez, “The Funeral of the Big Mama”, infine un solo da lui stesso interpretato, “Dionysos”. Contemporaneamente all’attività a Weimar, Ivo collabora di nuovo con il Theaterhaus di Stoccarda dove realizza insieme alla danzatrice Márcia Haydée “Tristan und Isolde”, dall’omonima opera di Wagner. La partnership con Márcia Haydée (anche lei brasiliana, étoile e già direttrice dello Stuttgarter Ballett, interprete straordinaria per John Cranko, Kenneth MacMillan, Maurice Béjart, John Neumeier) continua con “Aura”, una coreografia che realizzano per il Teatro Municipale di Rio de Janeiro, un omaggio a Miles Davis e Alvin Ailey premiato nell’ottobre 2000; e poi con un balletto per una compagnia di danza classica, l’Ankara State Ballet, “Medea” (2001).Con la regia di Yoshi Oida (l’attore feticcio di Peter Brook) e con Koffi Koko come partner, Ismael Ivo realizza “The Maids”, dall’omonimo testo di Jean Genet, presentato nel marzo 2001. Con la regia di George Tabori, Márcia Haydée e Ismael Ivo hanno sviluppato una nuova forma di performance/spettacolo teatrale senza parole, “Edipo” di Sofocle. La prima è avvenuta al Berliner Ensemble nel settembre 2001. Nel novembre del 2001 ha partecipato alla serata di gala organizzata dallo Stuttgarter Ballett in omaggio a John Cranko presentando un duetto con Márcia Haydée. Alla Biennale Danza 2002 ha presentato con grande successo un assolo dedicato al fotografo scomparso Robert Mapplethorpe, spettacolo che ha avuto una replica straordinaria per le numerosissime richieste del pubblico; sempre nel 2002, ha creato con Márcia Haydée uno spettacolo dedicato a Maria Callas, intitolandolo alla grande artista.Nel 2005 Ismael Ivo ha ricevuto al Barbican di Londra il prestigioso Time Out Award “for the most outstanding performance of the year” con “The Maids”.
altro:

riflessioni sul desiderio
la coreografia è un pensiero interiore

Teatro alla Scala Milano : stagione 07-08

Franz Kafka era anche un uomo spiritoso. Per descrivere la sua indifferenza all’opera in musica, confessava all’amico Max Brod di non trovare alcuna differenza fra Tristano e Isotta e La vedova allegra.E’ davvero curioso che la Stagione 2007-2008 della Scala si apra con l’una e si chiuda con l’altra. Onore a Kafka.Che il Tristano , inizio della modernità musicale, sia andato in scena quarant’anni prima della Vedova allegra , titolo della leggerezza sentimentale, è uno dei misteri della musica, il cui linguaggio avanza e arretra, si trasforma, si rinnova, senza dimenticarsi di ritornare al passato. E strano è, a prima vista, che la La Vedova Allegra sia un’operetta del primissimo Novecento, mentre il profondo Tristan appartenga ancora al pieno Ottocento. Ci sono opere nascono guardando al futuro. Oltre al Tristano , per esempio Macbeth di Verdi, che viene ripresa nel 2008: la modernità conserva a lungo la propria forza.Che dire del cartellone 2007-2008 incorniciato da un’operona e da un’operetta? E’ moderno o tradizionale? Osserviamolo da vicino. Nei 150 anni dalla nascita, Puccini, sarà al centro… [cont]

vendita biglietti STAGIONE 2007-2008 opera e balletto

GUEST
Il lago dei cigni14, 15 (2 rappr.), 18, 19, 21 dicembre 2007
10, 12 (2 rappr.), 15, 17, 19, 22, 23 aprile 2008

Allestimento del Teatro alla Scala

 

Lo splendore di un lago incantato, e un sogno d’amore che si realizza: con un lieto fine apre la stagione di balletti Il lago dei cigni di Vladimir Bourmeister, entrato nel repertorio del Balletto scaligero nel 2004 e ora, per la prima volta, allestito al Piermarini. Nel seguire l’originale sequenza dei numeri musicali così come concepita da Čajkovskij, Bourmeister ha apportato alcuni significativi spostamenti rispetto alla sequenza usata in altre versioni, e alcune interessanti varianti drammaturgiche, dal prologo fino al lieto fine, di tradizione sovietica: Odette e Sigfrido sopravvivono, in questa vita, alle terribili onde del lago.

Coreografia e regia
Vladimir Bourmeister
Coreografia Atto II Lev Ivanov
Musica

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Direttore
David Coleman
Scene e costumi
Roberta Guidi di Bagno
Étoile

Roberto Bolle (14, 18, 19 dicembre)

Artisti ospiti

Svetlana Zakharova
(14, 18, 19 dicembre 2007 – 10, 12 sera, 15 aprile 2008)
Denis Matvienko (10, 12 sera, 15 aprile 2008)
Guillaume Côté (17, 19, 23 aprile 2008)

www.robertobolle.com

spuntini di sincronizzato :)

ecco il mio prossimo sport, mai visto in Italia… :D

(ovviamente voglio l’allenatore uguale al loro…..!)

Pattinaggio artistico Sarcedo in

2 Giugno alle ore 20:30 palazzetto dello sport “Enrico e Riccardo dell’Orto”

SCORREVOLI ARMONIE

..il pattinaggio visto non solo come sport ma come arte..

Direttamente da Milano, Skatingidea alle 20.30 era presente allo spettacolo del Pattinaggio Artistico Sarcedo, è il primo anno che questa società presenta un susseguirsi di coreografie, senza interruzione e poche parole del presentatore, vuole avvolgerti i sensi e le emozioni. Una tenue luce sulla pista degli artisti e le aspettative di ogni cuore, parenti, amici, spettatori, fotografi, bambini e adulti attendono lo spettacolo. Se l’intento era quello di immergerci in un’atmosfera di arte e spettacolo, cultura e pattinaggio, bè… l’intento è riuscito!
La caratteristica che caratterizza questo “saggio” “spettacolo” è quella di una continua scorrevole armonia, che passa di balletto in balletto, di rotella in rotella, di movimento in movimento, che ti avvolge fino alla fine, senza che tu ti accorga che, purtroppo, lo spettacolo è già finito.
Da momenti di danza contemporanea, a spumeggianti eschimesi e simpatici pinguini, dalla musica degli SKYLAND a una trovolgente coppia di Massimo Carraro-Pamela Cappeller con “la canzone dei vecchi amanti”, dal piano di Carlo Grendene alla “forza flamenca” di Elisabetta Mascitelli e il quartetto Cristal, dal Teseo a perdifiato al ritmo dell’hip hop, fino a una Madama Butterfly (coreografie di Sandro Guerra) e il rullo di tamburi e bandiere del Cristal con “il nobil gioco degli scacchi”. Molti altri i partecipanti che hanno emozionato me e il pubblico, un applauso finale determina l’ottima riuscita dello spettacolo, il palazzetto è ancora gremito di persone che si chiede ancora com’è stato… la risposta è una sola: questa è la vera essenza dell’arte del pattinaggio e la società di Sarcedo con Scorrevoli Armonie è riuscita a trasmetterla a noi tutti. Grazie per le scorrevoli emozioni.
un ringraziamento particolare a Laura e famiglia per l’ospitalità e Massimo per sopportarmi
arianna.

 

ecco gli artisti: allievi della scuola di pattinaggio artistico Sarcedo, Cristal, New Dream, Rolling Dance, Infinity 4 skaters, Blue Skaters, Golden Skaters. (Miriam Franzan, Jessica Pedroncin, Sara Ziliotto)
coreografi/allenatori: Massimo Carraro, Alberta Fabrello, Giada Martinato, Daniele Tessaro, Betty Restello e Elisabetta Mascitelli.
insegnante di danza: Jessica Pilati
musica dal vivo: Skyland
www.pattinaggiosarcedo.com

jamskating cos’è?

Modelli di pattino pdf • per info e video per imparare Qui o su You tube • per info e scambio di idee consigli forum di Skatelog su Roll-line • team Riedell www.jamskating.com

Jamskating è una collezione di differenti di balli effettuati sui pattini a rotelle. Questo stile di pattinare ha relative radici nella disco roller, ma si è sviluppato per includere gli stili della breackdance, del ballo moderno, pattinaggio artistico e della ginnastica. Jamskating è il mescolare il tutto mentre sei sui pattini. Jamskating è stato denominato in vari stili: like shuffle skating, rexing, crazy legging, shadow skating, bounce skating, e roller disco. Tutti questi termini ancora si applicano ma ora si sono standardizzato i nomi per i trucchi e i movimenti. Jamskating non è pattinare aggressivo o pattinaggio di velocità non può essere fatto quindi sui pattini in-linea. Principalmente si pratica al coperto in palestre, basta che il fondo pista sia abbastanza scivoloso (dipende cosa si vuole fare!). Negli anni 70, gli skaters della rollerdisco pattinavano coi pattini tradizionali senza il puntale (freno). Dagli anni ‘80, i jamskaters hanno spostato il puntale molto piu in basso a confronto dei pattini artistico per eseguire molti esercizi dinamici.

Galà AIL Pattinaggio Artistico : Bello Bello!

ph-dino-juliani_71452.jpgArrivare in tempo per lo spettacolo era un miracolo, ma grazie all’amica Gaia siamo arrivate in tempo da Milano esattamente per le 8mezza e ringrazierei Massimo per averci anticipato i biglietti. Bellissimo (da grafica) il volantino di serata, gradinate abbastanza piene, luci abbassate, presentatori (lui un pò pazzo, lei impeccabile col vestito rosso) e via lo spettacolo! Purtroppo assenti D’Alisera, Tanya Romano e la coppia Bornati che aspettavo tanto; ma sono stati sostituiti da una splendida coppia danza promettente ovvero Leoni Elena e Cassanelli Andrea. Stupende le performance di Barbieri e fantasmagorica quella di Riva che con i loro tripli non smentiscono mai la bravura e la perfezione anche in esibizione, il primo con i programmi dei mondiali e Riva con “Perdere l’amore” e il nuovo short “Don Giovanni”. Bene la coppia (ancora su rotelle) Zanforlin-Degli Esposti e le due singoliste Baldisser e Gasparini, con una stupenda presenza considerando che comunque tutti questi atleti il giorno dopo, avevano i campionati regionali da affrontare. Per non parlare di tutti i gruppi show presenti BRAVISSIMI!! Un applauso in più per la coppia d’arte Giovanni Rigo grande pattinatore del New Age Trissino e Giulia Gatta Caligaris ballerina, una fusione di arti del movimento eccezzionale, veramente stupefacente…bellissima serata di SOLIDARIETA’! Presto su You tube qualche video sfuocato, hihi!

:) By Arianna foto by Dino Juliani

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Colours : tour 2007

Ne avevamo già parlato, loro sono i Colours, un gruppo spettacolare che fa dell’arte un vero proprio cocktail, pattinaggio, danza, canto, colori e logicamnete musica tutto in un unico intrigante show! ecco qui il loro nuovo sito, dove presentano il loro tour 2007 a Cavallino VENEZIA, il 28 aprile alle ore 21:00 la compagnia Colours si esibirà nella suggestiva cornice dell’Hotel Ca Di Valle in uno spettacolo che unirà pattinaggio a rotelle, danza, musica e canto in un insieme armonico e di grande impatto emotivo
Reduci da tournèe in Europa e Sud America, la Compagnia Colours è pronta a trasferire al pubblico di Cavallino l’energia e la vitalità delle sue esibizioni, tutte rigorosamente dal vivo. Il gruppo, che annovera tra i suoi componenti anche alcuni campioni mondiali di pattinaggio artistico a rotelle, presenterà alcune delle sue più riuscite coreografie basate su brani tra i più belli della musica italiana, classica e straniera, colonne sonore di film e musical. Saranno accompagnati in questo viaggio da una voce femminile e dalle note di uno straordinario pianista, rigorosamente dal vivo, che impreziosiranno ulteriormente le splendide evoluzioni dei pattinatori. Uno spettacolo coinvolgente e di grandissimo impatto, reso grande da un gruppo di giovani artisti affiatati e di grande talento, pronti a trasferire al pubblico la loro energia ed entusiasmo.
Appuntamento quindi a Ca Di Valle per un’indimenticabile serata di colori e pattini.

Sul sito maggiori info sul gruppo, date di spettacoli, foto, video e molto altro! :)

pattinare diventa arte al.. Cirque du Soleil

Dal 1984 cirque du soleil da vita all’arte attraverso il movimento, lo spettacolo, la musica e il canto,il ballo, la ginnastica e molto altro. In questo caso volevo segnalarvi le AUDIZIONI 2007 per il nuovo cast, le richieste dello spettacolo si moltiplicano e servono sempre piu personaggi, sempre piu spettacolo.. sempre piu vita! Precisamente cercano artisti che derivano da discipline come ginnastica artistica, ritmica ed acrobatica, arti del circus, nuoto sincronizzato, arti marziali, sport estremi come bmw, PATTINAGGIO ACROBATICO ecc.

ecco dove: London, Melbourne, Sydney, Montreal, Lille, Kiev, Minsk, Las Vegas, Mexico, Pretoria, Cape Town, Berlin, New York

Se desiderate ricevere qualunque altra informazione per quanto riguarda le audizioni del Cirque du Soleil, prego mandare un E-mail casting@cirquedusoleil.com. Audizioni basate sulla video presentazione del demo. Particolari: www.casting.cirquedusoleil.com

 

 

 

 

spettacoli al nord italia_1

il gruppo Colours Roller Team di vicenza gira con i suoi spettacoli di alto livello, simili ai gruppi show, portano arte e pattinaggio in unica fusione. ecco un esempio di serata: SPETTACOLO
nero totale
flamenco
danza la notte
a natural woman
diamonds
riverdance
carmina burana
sacrifice
piccola stella
jesus
naufragio
ventagli
unito colore

Sagester, la moda per lo sport

Sagester grande attività italiana, disegnano costumi per i pattinatori piu famosi del mondo tra i quali Fusarpoli e Margaglio ma anche tanti gruppi spettacolo fra cui Revival di Breganze e Cristal di Sarcedo del veneto. Sede a Zanè a Vicenza ha laboratori in tutto il mondo, partecipa spesso a fiere della danza come l’ultima a Firenze.


support skatingidea

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